Condannata a 20 anni la confidente dell'ex presidente Park: prese soldi dai colossi industriali

Choi Soon-Sil riconosciuta colpevole di corruzione, abuso di potere ed interferenze nell'attività del governo di Seul. Riuscì a fare ammettere la figlia all'università,a discapito di studenti migliori

Choi Soon-Sil, la 'Rasputin' sudcoreana

Choi Soon-Sil, la 'Rasputin' sudcoreana

globalist 13 febbraio 2018

Choi Soon-Sil, confidente dell'ex presidente sud-coreana Park Geun-Hye ed accusata di avere approfittato di questo, è stata riconsciuta colpevole di abuso di potere, corruzione e interferenze nei confronti del governo, e condannata a venti anni di reclusione dal tribunale distrettuale centrale di Seul. Il suo avvocato ha annunciato la sua intenzione di appellare la sentenza. denunciando una "pesante condanna al limite della crudeltà".
Figlia di un misterioso leader religioso, Choi Soon-Sil, che ha 61 anni, è stata per decenni amica e confidente di Park Geun-Hye, tanto da essere soprannominata dai media " Rasputin ".
Secondo un rappresentante dell'accusa, la sua posizione privilegiata l'ha resa "l'alfa e l'omega dello scandalo (della corruzione, ndr)" che agita dal 2016 in Corea del Sud. Il caso ha portato a numerose dimostrazioni e proteste, che hanno provocato le dimissioni di Park Geun-Hye, all'inizio del 2017.
Choi-Soon-Sil ha beneficiato dei suoi "vecchi legami personali" con l'ex capo dello Stato per costringere i grandi gruppi a fare dazioni di denaro alle fondazioni sotto il suo controllo, ha osservato il giudice Kim Se-Yoon. Ha accettato 14 miliardi di won (10,5 milioni di euro) da Samsung, il più gruppo potente economico della Corea del Sud, e da Lotte, una grande società specializzata nella vendita al dettaglio. Il presidente di Lotte, Shin Dong-bin, è stato condannato a due anni e mezzo di prigione.
La giustizia sudcoreana è stata più indulgente con l'erede dell'impero Samsung, Lee


Jae-yong, giudicato nello stesso scandalo, che aveva pagato 3,65 miliardi di won (2,8 milioni di euro) per acquistare cavalli e attrezzature per la figlia di Choi Soon-Sil.


Un importo equivalente è stato pagato anche da Samsung ad una società controllata dall'imputata. Ma la giustizia sudcoreana ha stabilito che non ci sono prove che Samsung abbia chiesto in cambio di favori politici. Lee Jae-yong è stato condannato a cinque anni di prigione (con sospensione della pena) e rimesso in libertà.
Lo scandalo ha messo in luce i torbidi rapporti tra élite politiche ed economiche. ''Chaebols'' sono chiamati gli imperi familiari, con diverse ramificazioni, che sono i motori della fiorente economia sudcoreana. Gruppi come Samsung e Hyundai hanno svolto un ruolo cruciale nel "miracolo" economico degli anni '60 e '70 che ha trasformato il Paese uscito dilaniato dalla guerra con il N ord.
Al di là il suo arricchimento personale, Choi Soon-Sil è anche sospettata di avere utilizzato i suoi legami con l'ex presidente Park per fare ammettere, nel 2014, la figlia alla prestigiosa Università femminile Ewha, a scapito di candidate più qualificate.
Data la gravità degli atti di corruzione contestati all'imputata, quest'ultima accusa potrebbe anche apparire banale. Ma non in una società competitiva come quella della  Corea del Sud, dove i giovani giocano il loro futuro in una prova di ammissione all'università. Sua figlia, che stava anche lei affrontando l'accusa per aver approfittato dei soldi di Samsung, è stata rilasciata a giugno 2016.