Razzisti contro la casa della Kyenge? Ma dietro ci sarebbe una lite tra vicini

Il muro dellʼabitazione dellʼex ministro era stato trovato imbrattato di escrementi. Ma forse non si tratta di razzismo. Un vicino confessa: ce l'aevo con il marito che non raccoglie la cacca del cane...

Cécile Kyenge

Cécile Kyenge

globalist 16 aprile 2018

L'abitazione dell'ex ministro Cécile Kyenge a Gaggio in Piano, frazione di Castelfranco Emilia (Modena) era stato oggetto nei giorni scorsi di atti di vandalismo: le mura esterne della casa erano state imbrattate con escrementi animali. Subito si era ricondotto l'episodio a un gesto razzista e intollerante, tanto che la stessa Kyenge in una intervista a "La Stampa" aveva così commentato: "Mi odiano in quanto donna, di colore e di successo". Un vicino di casa però, avrebbe confessato in forma anonima al "Resto del carlino" di aver compiuto lo spregevole atto per ripicca al comportamento del marito dell'europarlamentare Pd, colpevole, a suo dire, di non raccogliere le deiezioni del cane.


Quella che in un primo momento sembrava l'ennesima manifestazione xenofoba, si è risolta, insomma, in una lite tra vicini. Oggetto in passato di offese e altri atti di intolleranza, Kyenge era stata difesa in quest'ultima occasione persino dal leghista Mario Borghezio: "Condanno con ogni fermezza possibile il gravissimo atto compiuto nella residenza della collega parlamentare europea Cecile Kyenge, un atto che deploro anche come esponente della Lega e come persona civile".
Erano arrivate anche la solidarietà di Forza Italia e Partito democratico."Voglio esprimere la mia personale solidarietà e quella di tutto il Partito Democratico dell'Emilia-Romagna a Cecile Kyenge vittima di un vergognoso attacco razzista. Chi usa la violenza alimentata dall'odio xenofobo sappia che non ci faremo mai intimidire, anzi saremo ancora più determinati nel difendere e riaffermare i valori della democrazia e del rispetto dell'altro. Certo che gli inquirenti possano fare presto luce su questa tremenda pagina di intolleranza e assicurare i colpevoli alla giustizia, mi sento di dire: Cecile, tieni botta, siamo tutti con te". Queste le parole di Paolo Calvano, segretario regionale del Pd dell'Emilia-Romagna.