Dissequestrata la nave Proactiva Open Arms: aveva salvato 218 persone

Lo ha deciso il gip di Ragusa. L'imbarcazione dell'Ong spagnola era ferma a Pozzallo dal 18 marzo scorso

Proactiva Open Arms

Proactiva Open Arms

globalist 16 aprile 2018

Sarà eseguito in giornata il provvedimento di dissequestro della nave dell'Ong spagnola Proactiva Open Arms. Lo ha deciso il Gip di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, rigettando la richiesta della locale Procura.
L'imbarcazione, che si trova ormeggiata al porto di Pozzallo dal 18 marzo scorso dopo il salvataggio di 218 migranti, era stata sequestrata su disposizione della Procura distrettuale di Catania. Il 27 marzo il gip aveva convalidato il provvedimento escludendo però il reato di associazione per delinquere e gli atti sono passati per competenza a Ragusa.
Secondo la Procura di Catania, che aveva disposto il fermo della nave dell'ong spagnola, l'obiettivo degli indagati sarebbe stato quello di salvare migranti e portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente. Una contestazione mossa dopo lo sbarco della nave a Pozzallo, dove è arrivata il 18 marzo con 218 migranti. Uno sbarco avvenuto dopo il rifiuto di consegnare i profughi salvati a una motovedetta libica e due giorni di trattative diplomatiche. Ma, secondo l'accusa, anche dopo la mancata richiesta di potere sbarcare a Malta, nelle cui acque c'è stata la consegna di un bambino di e una madre che avevano bisogno di cure immediate.
Una ricostruzione sempre contestata dai difensori della Ong che hanno depositato diverse memorie difensive e hanno deciso di non fare presentare i loro assistiti all'interrogatorio fissato dalla Procura di Catania perché "non è il giudice naturale dell'inchiesta" e per la "sensazione" di volere a "tutti i costi monopolizzare le indagini in questa vicenda".